Facultadesfacultadesuniversidad
raya
Canon de Leonardo
Departamento de Humanidades Biomédicas
raya
 Centro de Documentación de BioéticaAnterior Siguiente Imprimir Enviar por correo 
raya
Iglesia Católica - Academia Pontificia para la VidaDocumentos relacionados  Versión PDF 

Comunicado sobre la denominada "píldora del día siguiente"


Creación: Academia Pontificia para la Vida
Fuente: Santa Sede
Lengua original: Italiano
Copyright del original italiano: No
Traducción inglesa: Santa Sede
Copyright de la traducción inglesa: No
Fecha: 31 de octubre de 2001
Comprobado el 12 de marzo de 2003

 


Comunicato sulla cosiddetta "pillola del giorno dopo"

Come è noto, da pochi giorni, nelle farmacie italiane è in vendita la c.d. pillola del giorno dopo, un ben conosciuto ritrovato chimico (di tipo ormonale) che di frequente - anche in questi ultimi giorni - è stato presentato da molti addetti ai lavori e da numerosi media come un semplice contraccettivo, o più precisamente come un "contraccettivo d'emergenza", a cui si potrebbe far ricorso entro breve tempo dopo un rapporto sessuale ritenuto presumibilmente fecondante, qualora si volesse impedire la prosecuzione di una gravidanza indesiderata. Alle inevitabili reazioni polemiche di chi ha manifestato seri dubbi sul meccanismo d'azione di tale ritrovato, che non sarebbe semplicemente "contraccettivo" bensì "abortivo", è stato risposto - in maniera del tutto sbrigativa - che una simile preoccupazione appare infondata in quanto la pillola del giorno dopo ha un'azione "antinidatoria", suggerendo così implicitamente una netta separazione tra aborto e intercezione (impedire che avvenga l'impianto dell'ovulo fecondato, cioè dell'embrione, nella parete uterina).

Considerato che l'uso di tali ritrovati tocca beni e valori umani fondamentali, fino ad interessare la stessa vita umana nel suo sorgere, questa Pontificia Accademia per la Vita sente il pressante dovere e la convinta esigenza di offrire alcune precisazioni e considerazioni sull'argomento, ribadendo per altro posizioni etiche già note, suffragate da precisi dati scientifici, e consolidate nella dottrina cattolica.

1. La pillola del giorno dopo è un preparato a base di ormoni (essan può contenere estrogeni, estroprogestinici, oppure solo progestinici) che, assunta entro e non oltre le 72 ore dopo un rapporto sessuale presumibilmente fecondante, esplica un meccanismo prevalentemente di tipo "antinidatorio", cioè impedisce che l'eventuale ovulo fecondato (che è un embrione umano), ormai giunto nel suo sviluppo allo stadio di blastocisti (5°-6° giorno dalla fecondazione), si impianti nella parete uterina, mediante un meccanismo di alterazione della parete stessa.

Il risultato finale sarà quindi l'espulsione e la perdita di questo embrione.

Soltanto qualora l'assunzione di tale pillola dovesse precedere di qualche giorno l'evento dell'ovulazione, essa potrebbe talvolta agire con un meccanismo di blocco di quest'ultima (in questo caso, si tratterebbe di un'azione tipicamente "contraccettiva").

Tuttavia, la donna che ricorre a questo tipo di pillola, lo fa nel timore di poter essere in periodo fecondo e perciò con l'intenzione di provocare l'espulsione dell'eventuale neoconcepito; oltretutto, sarebbe utopico pensare che una donna, trovandosi nelle condizioni di voler ricorrere ad una contraccezione d'emergenza, abbia la possibilità di conoscere con esattezza e tempestività la sua attuale condizione di fertilità.

2. Decidere di utilizzare la dizione "ovulo fecondato" per indicare le primissime fasi dello sviluppo embrionale, non può portare in alcun modo a creare artificialmente una discriminazione di valore tra momenti diversi dello sviluppo di un medesimo individuo umano. In altre parole, se può essere utile, per motivi di descrizione scientifica, distinguere con termini convenzionali (ovulo fecondato, embrione, feto, etc.) differenti momenti di un unico processo di crescita, non può mai essere lecito decidere arbitrariamente che l'individuo umano abbia maggiore o minor valore (con conseguente fluttuazione del dovere alla sua tutela) a seconda dello stadio di sviluppo in cui si trova.

3. Pertanto, risulta chiaramente che l'acclarata azione "antinidatoria" della pillola del giorno dopo, in realtà, nient'altro è se non un aborto realizzato con mezzi chimici. Non è coerente intellettualmente, né giustificabile scientificamente, affermare che non si tratti della stessa cosa.

Del resto, appare abbastanza chiaro che l'intenzione di chi chiede o propone l'uso di detta pillola è finalizzata direttamente all'interruzione di una eventuale gravidanza in atto, esattamente come nel caso dell'aborto. La gravidanza, infatti, comincia dalla fecondazione e non già dall'impianto della blastocisti nella parete uterina, come invece si tenta di suggerire implicitamente.

4. Ne consegue che, da un punto di vista etico, la stessa illiceità assoluta di procedere a pratiche abortive sussiste anche per la diffusione, la prescrizione e l'assunzione della pillola del giorno dopo. Ne sono moralmente responsabili anche tutti coloro che, condividendone l'intenzione o meno, cooperassero direttamente con una tale procedura.

5. Un'ulteriore considerazione va fatta a proposito dell'uso della pillola del giorno dopo in rapporto all'applicazione della legge 194/78 che, in Italia, regola le condizioni e le procedure per l'interruzione volontaria di gravidanza.

Definire il ritrovato in questione un "antinidatorio" nziché, con una terminologia più trasparente, un "abortivo", permette infatti di sfuggire tutte le procedure obbligatorie che la 194 prevede per poter accedere all'interruzione di gravidanza (colloquio previo, accertamento di gravidanza, determinazione dell'epoca di sviluppo, periodo di ripensamento, etc.), realizzando una forma di aborto del tutto nascosta e non registrabile da alcuna istituzione. Tutto ciò appare, dunque, in netta contraddizione con la corretta applicazione della pur contestabile legge 194.

6. In ultimo, di fronte al diffondersi di tali procedure, esortiamo vivamente tutti gli operatori del settore a mettere in atto con fermezza un'obiezione di coscienza morale, che testimoni coraggiosamente, nei fatti, il valore inalienabile della vita umana, soprattutto di fronte a nuove forme nascoste di aggressione agli individui più deboli ed indifesi, come è il caso dell'embrione umano.

 

Statement on the so-called "morning-after pill"

As is commonly known, the so-called morning-after pill recently went on sale in Italian pharmacies. It is a well-known chemical product (of the hormonal type) which has frequently - even in the past week - been presented by many in the field and by the mass media as a mere contraceptive or, more precisely, as an "emergency contraceptive", which can be used within a short time after a presumably fertile act of sexual intercourse, should one wish to prevent the continuation of an unwanted pregnancy. The inevitable critical reactions of those who have raised serious doubts about how this product works, namely, that its action is not merely "contraceptive" but "abortifacient", have received the very hasty reply that such concerns appear unfounded, since the morning-after pill has an "anti-implantation" effect, thus implicitly suggesting a clear distinction between abortion and interception (preventing the implantation of the fertilized ovum, i.e., the embryo, in the uterine wall).

Considering that the use of this product concerns fundamental human goods and values, to the point of involving the origins of human life itself, the Pontifical Academy for Life feels the pressing duty and definite need to offer some clarifications and considerations on the subject, reaffirming moreover already well-known ethical positions supported by precise scientific data and reinforced by Catholic doctrine.

1. The morning-after pill is a hormone-based preparation (it can contain oestrogens, oestrogen/progestogens or only progestogens) which, within and no later than 72 hours after a presumably fertile act of sexual intercourse, has a predominantly "anti-implantation" function, i.e., it prevents a possible fertilized ovum (which is a human embryo), by now in the blastocyst stage of its development (fifth to sixth day after fertilization), from being implanted in the uterine wall by a process of altering the wall itself.

The final result will thus be the expulsion and loss of this embryo.

Only if this pill were to be taken several days before the moment of ovulation could it sometimes act to prevent the latter (in this case it would function as a typical "contraceptive").

However, the woman who uses this kind of pill does so in the fear that she may be in her fertile period and therefore intends to cause the expulsion of a possible new conceptus; above all, it would be unrealistic to think that a woman, finding herself in the situation of wanting to use an emergency contraceptive, would be able to know exactly and opportunely her current state of fertility.

2. The decision to use the term "fertilized ovum" to indicate the earliest phases of embryonic development can in no way lead to an artificial value distinction between different moments in the development of the same human individual. In other words, if it can be useful, for reasons of scientific description, to distinguish with conventional terms (fertilized ovum, embryo, fetus, etc.) different moments in a single growth process, it can never be legitimate to decide arbitrarily that the human individual has greater or lesser value (with the resulting variation in the duty to protect it) according to its stage of development.

3. It is clear, therefore, that the proven "anti-implantation" action of the morning-after pill is really nothing other than a chemically induced abortion. It is neither intellectually consistent nor scientifically justifiable to say that we are not dealing with the same thing.

Moreover, it seems sufficiently clear that those who ask for or offer this pill are seeking the direct termination of a possible pregnancy already in progress, just as in the case of abortion. Pregnancy, in fact, begins with fertilization and not with the implantation of the blastocyst in the uterine wall, which is what is being implicitly suggested.

4. Consequently, from the ethical standpoint the same absolute unlawfulness of abortifacient procedures also applies to distributing, prescribing and taking the morning-after pill. All who, whether sharing the intention or not, directly co-operate with this procedure are also morally responsible for it.

5. A further consideration should be made regarding the use of the morning-after pill in relation to the application of Law 194/78, which in Italy regulates the conditions and procedures for the voluntary termination of pregnancy.

Saying that the pill is an "anti-implantation" product, instead of using the more transparent term "abortifacient", makes it possible to avoid all the obligatory procedures required by Law 194 in order to terminate a pregnancy (prior interview, verification of pregnancy, determination of growth stage, time for reflection, etc.), by practising a form of abortion that is completely hidden and cannot be recorded by any institution. All this seems, then, to be in direct contradiction to the correct application of Law 194, itself debatable.

6. In the end, since these procedures are becoming more widespread, we strongly urge everyone who works in this sector to make a firm objection of moral conscience, which will bear courageous and practical witness to the inalienable value of human life, especially in view of the new hidden forms of aggression against the weakest and most defenceless individuals, as is the case with a human embryo.


Iglesia Católica - Academia Pontificia para la VidaDocumentos relacionados  Versión PDF 
raya
Universidad de Navarra | Departamento de Humanidades Biomédicas | Centro de Documentación Anterior Siguiente Imprimir Enviar por correo
EspacioarribaEspacioIrunlarrea, 1. 31008 - Pamplona. España. Tf: +34 948 425600 Fax: +34 948 425630 Correo E:apardo@unav.es
Visitante númerodesde el 25-II-2002