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Precisiones sobre la clonación


Creación: Academia Pontificia para la Vida
Fuente: Santa Sede
Lengua original: Italiano
Copyright del original italiano: No
Traducción castellana: Santa Sede
Copyright de la traducción castellana: No
Fecha: 28 de septiembre de 1998
Comprobado el 12 de marzo de 2003

 


Appunti sulla clonazione

Il termine clonazione ha assunto, nel pensiero e nella prassi sperimentale, diversi significati che suppongono, a loro volta, procedimenti diversi dal punto di vista tecnico nonché finalità differenti.

Il temine di per sé significa riproduzione di una entità biologica identica geneticamente a quella originante. Il termine greco klón fa pensare al ramoscello di una pianta che inserito nel terreno adatto può riprodurre la pianta da cui è stato tratto.

1. Dal punto di vista delle modalità tecniche di realizzazione

Si registra l'impiego del termine per indicare:

a) la riproduzione di una linea cellulare a partire da una singola cellula: le cellule originate sono istologicamente identiche a quelle originanti. Ugualmente si parla di clonazione per la riproduzione di frammenti di DNA a partire da un singolo frammento di DNA;

b) la riproduzione di embrioni per disaggregazione o suddivisione di un embrione (Embryo - splitting = scissione embrionale) nelle prime fasi di sviluppo, quando le cellule sono totipotenti o pluripotenti, in grado cioè di generare un intero organismo. Gli embrioni ottenuti vengono, poi, trasferiti in utero;

c) la riproduzione di individui geneticamente identici mediante il (trasferimento del nucleo clonazione con nucleo-transfer/) di una cellula somatica di embrioni, feti o di individuo adulto in un oocita denucleato. Gli embrioni ottenuti vengono, poi, trasferiti in utero. L'operazione può essere ripetuta con più nuclei prelevati dalle cellule somatiche dello stesso individuo e inseriti in ovuli denucleati;

d) il trasferimento del nucleo di un oocita nel citoplasma di un secondo oocita denucleato, come forma di "prevenzione" delle malattie mitocondriali: non si tratta, però, di clonazione in senso stretto. L'oocita modificato viene, poi, fecondato in vitro e trasferito in utero.

2. Dal punto di vista delle finalità

Sono state evidenziate in letteratura le seguenti finalità:

a) La finalità "riproduttiva": per ottenere individui con patrimonio genetico identico a quello del donatore del nucleo;

b) La finalità "terapeutica": per ottenere, con la clonazione mediante nucleo- transfer o con il trasferimento di nucleo da un oocita ad un altro oocita e successiva fecondazione, un embrione immune da malattie mitocondriali o da cromosomopatie;

c) La finalità "produttiva": per ottenere organi, tessuti e linee cellulari prescelte. Il prodotto della clonazione sarebbe sempre un organismo- individuo (con o senza encefalo), ottenuto con la clonazione con nucleo-transfer e in possesso del patrimonio genetico prescelto: da questo organismo - individuo si pensa di poter poi ottenere organi, tessuti o linee cellulari della qualità genetica richiesta;

d) una finalità "sperimentale": per lasciare semplicemente aperta alla ricerca la possibilità di fare.

3. Dal punto di vista etico

Mentre tutti gli organismi internazionali (Consiglio d'Europa, Parlamento Europeo, OMS, UNESCO), che si sono pronunciati in materia, sono d'accordo nel respingere come illecita la clonazione con nucleo-transfer quando è realizzata ai fini riproduttivi, non c'è unanimità e soprattutto non c'è chiarezza per quanto riguarda le altre tecniche e le altre finalità.

In rapporto alla dignità della persona umana è, invece, da ritenere illecito ogni tipo di clonazione che implichi la creazione o la scissione di embrioni, qualunque siano le tecniche adottate o le finalità perseguite, non essendo lecito fare male neppure per ricavare un bene.

La illiceità della clonazione deriva dal rapporto di dominazione che si realizza sulla corporeità del soggetto clonato, dall'assenza dell'atto personale di amore procreativo, trattandosi di riproduzione asessuale e agamica, dalla offesa in definitiva del disegno del Creatore.

Soltanto la riproduzione di cellule a partire da cellule prelevate e separate, senza danno, da un individuo umano (procreato naturalmente e non clonato appositamente per fornire linee cellulari ) è da ritenersi lecita, così come la riproduzione di frammenti di DNA per ottenere i quali non é prevista né come premessa e né come fine la clonazione di un individuo umano.

 

Notes on cloning

The term 'cloning', both in thought and experimental practice, has taken on different meanings which in turn presume different procedures from the technical viewpoint as well as different aims.

The term in itself means the reproduction of a biological entity which is genetically identical to the one from which it originated. The Greek term 'klon' makes us think of a sprig from a plant which when inserted into mature soil can reproduce the plant from which it was taken.

1. From the viewpoint of the technical procedures for carrying it out

The term is used to indicate:

a. the reproduction of a cell line starting from a single cell: the cells produced are histologically identical to the ones from which they originated. Cloning is also spoken of for the reproduction of DNA fragments starting from a single DNA fragment;

b. the reproduction of embryos by disaggregating or subdividing an embryo (embryo splitting) in its early stages of development when the cells are totipotent or pluripotent, i.e., capable of developing into a complete organism. The embryos obtained are then transferred in utero;

c. the reproduction of genetically identical individuals through the nucleo-transfer of a somatic cell from an embryo, fetus or an adult individual, to a denucleated oocyte. The embryos obtained are later transferred in utero. The procedure can be repeated with several nuclei taken from the somatic cells of the same individual and inserted into denucleated ova;

d. the transfer of the nucleus of an oocyte to the cytoplasm of a second denucleated oocyte, as a form of "prevention" of mitochondrial diseases. This, however, is not cloning in a strict sense. The modified oocyte is later fertilized in vitro and transferred in utero.

2. From the viewpoint of the aims

The following aims have been highlighted in written works:

a. the "reproductive" aim: to obtain individuals with a genetic patrimony identical to that of the donor of the nucleus;

b. the "therapeutic" aim: to obtain an embryo immune from mitochondrial diseases or chromosomopathies by cloning through nucleo-transfer or by transferring the nucleus from one oocyte to another and subsequent fertilization;

c. the "productive" aim: to obtain selected organs, tissues and cell lines. The product of cloning would always be an organism-individual (with or without encephalon) obtained by cloning through nucleo-transfer having the selected genetic patrimony. From this organism-individual it is thought to then obtain organs, tissues or cell lines of the required genetic quality;

d. an "experimental" aim": to simply leave the possibility of doing research open.

3. From the ethical viewpoint

Whereas all the international organizations (Council of Europe, European Parliament, WHO, UNESCO) have made statements on this subject and agree that cloning by nucleo-transfer is illicit when carried out for reproductive purposes, there is no unanimity and above all no clarity regarding the other techniques and aims.

In relation to the dignity of the human person, however, any type of cloning is to be considered illicit which implies the creation or splitting of embryos, no matter what techniques are used or what aims are pursued because it is not licit to do evil even to bring about good.

The illicitness of cloning is derived from the relationship of domination over the corporeity of the cloned subject, from the absence of a personal act of procreative love since it involves asexual, agamic reproduction and, in short, from the offence to the Creator's design.

Only the reproduction of cells starting from cells taken and separated, without doing any damage, from a human individual (who is procreated naturally and not purposely cloned to provide cell lines), is to be considered licit, as well as the reproduction of DNA fragments for which, however, the cloning of a human individual is not foreseen as a premise or an aim in order to obtain them.


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